il mondo visto dagli occhi di un fuggitivo
sabato 3 settembre 2011
fai ciò che sei,sii ciò che vuoi
Non è mai troppo tardi per ricominciare.
Non importa se hai dieci,venti,sessant'anni o più:puoi sempre rinascere,spiritualmente parlando.
Ci sono stati momenti in cui mi sono sentito perduto e ho quasi rinunciato ai miei sogni.
Ero così stanco di andare controcorrente solo perchè la pensavo in maniera diversa dagli altri,solo perchè mi ero ripromesso di vivere una vita basata sui principi universali.
A volte la strada si fa davvero impervia perchè là fuori non c'è nessuno disposto a mostrarti la via e a guidarti verso il tuo destino.
Per perseverare devi contare solamente sulla tua forza di volontà,la fede nei tuoi sogni e l'amore per ciò che più ti sta a cuore.
Quanto alla mente,può essere la tua miglior amica o la tua peggior nemica:è capace di giocarti brutti scherzi quando meno te l'aspetti,e di spingerti a rinunciare.
Per giunta,qualche volta la depressione o la dipendenza contribuiscono a confonderti ancora di più le idee e a farti perdere di vista la meta.
Ma se non dimenticherai mai la tua essenza,chi sei veramente e,nel mio caso,L'immagine di un bambino di cinque anni seduto in cima a una scogliera a guardare le onde e ad ascoltare il vento carico di salsedine che gli sussurra all'orecchio,allora sì...potrai superare ogni ostacolo.
Resta saldamente ancorato agli splendidi ricordi della tua infanzia e conserva la meraviglia del bambino convinto che niente sia impossibile.
Non perdere mai quella luce speciale che illumina gli occhi e che proviene direttamente dall'anima.
E se dovesse accadere,combatti ogni giorno per riconquistarla.
Un cuore ed una mente aperti ti spalancheranno tutte le strade:la tua volontà potrà esprimersi al meglio e spiegare le ali in piena libertà.
Ma non voglio mentirti:come ti ho detto,a volte può essere davvero dura andare avanti.
Non arrenderti,continua a perseguire la meta che ti sei prefisso assecondando la voce del cuore e rimanendo giovane nello spirito.
Soltanto così troverai ciò che stai cercando e molto di più...
Il mio spirito ha collezionato tante ferite e cicatrici.
Ma quei segni mi dimostrano in ogni istante che ho fatto del mio meglio,e per questo basta,da essere umano quale sono.
Ascolta sempre la voce del cuore:sarà lui a dirti chi sei.
"lettera a mio figlio sulla felicità"
domenica 12 settembre 2010
essere o non essere,volere o NON VOLERE
...guardo,penso,parlo,immagino,immagino,immagino...
Dopo un anno in Australia,un mese in Thailandia e sei mesetti in Nuova Zelanda,
ho rimesso piede nel mio Paese d'origine con pianta un po' più stabile.
Inutile raccontare le prime impressioni al rientro...un grosso muro.
Tutto è...non cambiato:la città,le persone (lamentele comprese),situazione lavorativa,novità,
gossip,pettegolezzi e chi più ne ha più ne metta.
Io mi sento cambiato,mi sembra di aver vissuto diverse vite,di essere cresciuto,di aver provato,imparato,”insegnato”.
Ed ecco il primo passo allo step successivo:FASE del “Ciò CHE NON VOGLIO FARE”.
Questo “gradino” corrisponde alla consapevolezza di cosa non si vorrebbe nella propria vita,ma non è ancora chiara l'idea di quale strada(giusta o non giusta) si debba seguire.
Fase di stasi,di mille idee e nulla di concreto,fase di domande,domande e domande,un continuo chiedersi e ascoltarsi...non sarebbe tutto più facile avere già tutto scritto o una persona che ci illumini la strada?
Il mio spirito viaggia con il motto :”ho solo vent'otto anni” mentre tutti i segnali intorno a me sembrano dire l'opposto.
Sento in me il desiderio di voler ancora conoscere,sperimentare,provare,costruire...non è del resto che il mettersi in discussione porti ad una conoscenza e ad una consapevolezza di se stessi?non è del resto la costruzione di un identità che ci consente di trasformarci in singoli individui distaccandoci dal bagaglio ereditario che ci portiamo appresso che non ci permette di diventare soggetti e protagonisti con una propria vita ed identità?
Eppure sembra essere diventato molto più difficile ascoltarmi:mi sento più duro,meno emotivo e più riflessivo.
Jodorowsky descrive con le sue parole ciò che mi caratterizza ora:
“Non so dove vado,ma so con chi vado.
No so dove sono,ma so che sono in me.
Non so cosa sia Dio,ma Dio sa che cosa sono.
Non so cosa sia il mondo,ma so che è mio.
Non so quanto valgo,ma so non fare paragoni.
Non so cosa sia l'amore,ma so che godo della sua presenza.
Non posso evitare i colpi,ma so come sopportarli.
Non posso negare la violenza,ma posso negare la crudeltà.
Non posso cambiare il mondo,ma posso cambiare me stesso.
Non so che cosa faccio,ma so che sono fatto da ciò che faccio.
Non so chi sono,ma so che non sono colui che non sa...”
Dopo un anno in Australia,un mese in Thailandia e sei mesetti in Nuova Zelanda,
ho rimesso piede nel mio Paese d'origine con pianta un po' più stabile.
Inutile raccontare le prime impressioni al rientro...un grosso muro.
Tutto è...non cambiato:la città,le persone (lamentele comprese),situazione lavorativa,novità,
gossip,pettegolezzi e chi più ne ha più ne metta.
Io mi sento cambiato,mi sembra di aver vissuto diverse vite,di essere cresciuto,di aver provato,imparato,”insegnato”.
Ed ecco il primo passo allo step successivo:FASE del “Ciò CHE NON VOGLIO FARE”.
Questo “gradino” corrisponde alla consapevolezza di cosa non si vorrebbe nella propria vita,ma non è ancora chiara l'idea di quale strada(giusta o non giusta) si debba seguire.
Fase di stasi,di mille idee e nulla di concreto,fase di domande,domande e domande,un continuo chiedersi e ascoltarsi...non sarebbe tutto più facile avere già tutto scritto o una persona che ci illumini la strada?
Il mio spirito viaggia con il motto :”ho solo vent'otto anni” mentre tutti i segnali intorno a me sembrano dire l'opposto.
Sento in me il desiderio di voler ancora conoscere,sperimentare,provare,costruire...non è del resto che il mettersi in discussione porti ad una conoscenza e ad una consapevolezza di se stessi?non è del resto la costruzione di un identità che ci consente di trasformarci in singoli individui distaccandoci dal bagaglio ereditario che ci portiamo appresso che non ci permette di diventare soggetti e protagonisti con una propria vita ed identità?
Eppure sembra essere diventato molto più difficile ascoltarmi:mi sento più duro,meno emotivo e più riflessivo.
Jodorowsky descrive con le sue parole ciò che mi caratterizza ora:
“Non so dove vado,ma so con chi vado.
No so dove sono,ma so che sono in me.
Non so cosa sia Dio,ma Dio sa che cosa sono.
Non so cosa sia il mondo,ma so che è mio.
Non so quanto valgo,ma so non fare paragoni.
Non so cosa sia l'amore,ma so che godo della sua presenza.
Non posso evitare i colpi,ma so come sopportarli.
Non posso negare la violenza,ma posso negare la crudeltà.
Non posso cambiare il mondo,ma posso cambiare me stesso.
Non so che cosa faccio,ma so che sono fatto da ciò che faccio.
Non so chi sono,ma so che non sono colui che non sa...”
sabato 11 settembre 2010
il viaggio
...non è mai troppo tardi,o nel mio caso,troppo presto
per essere quello che vuoi essere.
Non c'è limite di tempo,comincia quando vuoi.
Puoi cambiare o rimanere come sei,
non esiste una regola in questo.
Possiamo vivere ogni cosa al meglio o al peggio.
Spero che tu viva tutto al meglio.
Spero che tu possa vedere cose sorprendenti.
Spero che tu possa avere emozioni sempre nuove.
Spero che tu possa incontrare gente con punti di vista diversi.
Spero che tu possa essere orgogliosa della tua vita.
E se ti accorgi di non esserlo,
spero che tu trovi la forza di ricominciare da zero...
per essere quello che vuoi essere.
Non c'è limite di tempo,comincia quando vuoi.
Puoi cambiare o rimanere come sei,
non esiste una regola in questo.
Possiamo vivere ogni cosa al meglio o al peggio.
Spero che tu viva tutto al meglio.
Spero che tu possa vedere cose sorprendenti.
Spero che tu possa avere emozioni sempre nuove.
Spero che tu possa incontrare gente con punti di vista diversi.
Spero che tu possa essere orgogliosa della tua vita.
E se ti accorgi di non esserlo,
spero che tu trovi la forza di ricominciare da zero...
domenica 17 gennaio 2010
Chi segue gli altri non arriva mai per primo
Ultima sera,l'appartamento dopo un piccolo trasloco è quasi vuoto e lo spazio è riempito dall'eco dei piccoli rumori dei tasti che battono.
Ultima sera,il mio saluto a queste quattro mura che mi hanno protetto in questi due mesi dopo un anno di distacco da loro.
Ma questi mattoni hanno rappresentato in me l'inizio di un cambiamento che mi sta portando a caricare nuovamente lo zaino in spalla e prendere l'aereo per una nuova avventura.
Tutto tace,e questo silenzio amplifica questo dirsi “addio”.
Non avevo capito il suo vero valore finchè non ci sono ritornato.
Racchiude in se il mettersi in gioco,la presa di posizione nelle decisioni,il voler allontanare la sicurezza per l'insicurezza,ma anche il creare occasioni per una crescita personale.
Mettersi in discussione è il giusto motivo per poter migliorarsi.
Questi due mesi passati tra casa-lavoro e piccole rimpatriate hanno caratterizzato il mio tempo.
I colori delle stanze di casa rimangono nel loro silenzio,rappresentando un significato più profondo che semplici pigmenti.
È tempo di ripartire portando sulle spalle esperienza e saggezza.
Vorrei poter abbracciare questi muri e dire quanto hanno fatto per me,al cambiamento che mi hanno portato,al passaggio da ragazzo ad uomo,al trovare al mio rientro una famiglia,amici veri,al passare le feste di Natale come forse non avevo mai fatto,a festeggiare il mio compleanno,a ricevere quell'abbraccio che aspettavo da una vita da mio padre,ad una madre pronta ad appoggiare i miei progetti anche se ben lontani dai suoi pensieri e ad un fratello sempre pronto a darmi il suo supporto anche se silenziosamente.
E le persone che mi hanno accolto.
Lascio che tutta questa musica sprigionata da queste stanze accompagni le parole dedicatemi in questa nuova partenza...
“A te marco,pronto a ripartire per una nuova esperienza così lontano...
Sappiamo che sei felice e che tornerai con tante e nuove esperienze.
Sei cresciuto,maturato,diventato uomo in questo anno lontano da casa,sei riuscito a far cambiare le persone che più ti amano e questo crediamo sia per te il regalo più grande.
Grazie perchè in questo periodo in cui sei tornato ci hai permesso di viverti il più possibile...
Noi da qui ti saremo vicini con i nostri pensieri e non vedremo l'ora di riabbracciarti al prossimo tuo ritorno.
Vivi tutto Marco,ogni istante,ogni emozione intensamente...
sei nei nostri cuori.
Grazie per tutto quello che hai fatto per tutti noi.
Ti vogliamo un bene immenso...”
Ciao
Marco
Ultima sera,il mio saluto a queste quattro mura che mi hanno protetto in questi due mesi dopo un anno di distacco da loro.
Ma questi mattoni hanno rappresentato in me l'inizio di un cambiamento che mi sta portando a caricare nuovamente lo zaino in spalla e prendere l'aereo per una nuova avventura.
Tutto tace,e questo silenzio amplifica questo dirsi “addio”.
Non avevo capito il suo vero valore finchè non ci sono ritornato.
Racchiude in se il mettersi in gioco,la presa di posizione nelle decisioni,il voler allontanare la sicurezza per l'insicurezza,ma anche il creare occasioni per una crescita personale.
Mettersi in discussione è il giusto motivo per poter migliorarsi.
Questi due mesi passati tra casa-lavoro e piccole rimpatriate hanno caratterizzato il mio tempo.
I colori delle stanze di casa rimangono nel loro silenzio,rappresentando un significato più profondo che semplici pigmenti.
È tempo di ripartire portando sulle spalle esperienza e saggezza.
Vorrei poter abbracciare questi muri e dire quanto hanno fatto per me,al cambiamento che mi hanno portato,al passaggio da ragazzo ad uomo,al trovare al mio rientro una famiglia,amici veri,al passare le feste di Natale come forse non avevo mai fatto,a festeggiare il mio compleanno,a ricevere quell'abbraccio che aspettavo da una vita da mio padre,ad una madre pronta ad appoggiare i miei progetti anche se ben lontani dai suoi pensieri e ad un fratello sempre pronto a darmi il suo supporto anche se silenziosamente.
E le persone che mi hanno accolto.
Lascio che tutta questa musica sprigionata da queste stanze accompagni le parole dedicatemi in questa nuova partenza...
“A te marco,pronto a ripartire per una nuova esperienza così lontano...
Sappiamo che sei felice e che tornerai con tante e nuove esperienze.
Sei cresciuto,maturato,diventato uomo in questo anno lontano da casa,sei riuscito a far cambiare le persone che più ti amano e questo crediamo sia per te il regalo più grande.
Grazie perchè in questo periodo in cui sei tornato ci hai permesso di viverti il più possibile...
Noi da qui ti saremo vicini con i nostri pensieri e non vedremo l'ora di riabbracciarti al prossimo tuo ritorno.
Vivi tutto Marco,ogni istante,ogni emozione intensamente...
sei nei nostri cuori.
Grazie per tutto quello che hai fatto per tutti noi.
Ti vogliamo un bene immenso...”
Ciao
Marco
giovedì 19 novembre 2009
la figura materna
Finalmente dopo rinvii su rinvii decido di affrontare questo viaggio verso sud Bangkok per vedere questo famoso mercato galleggiante caratteristico della Thailandia.
E l'impresa risulta più difficile del previsto.
Ammettendo che non sono un tipo mattiniero,a metà mattina mi avvio alla ricerca della stazione sud dei bus.
Seguo le indicazione dell'information office e prendo la linea tre alla ricerca della stazione...e come al solito dopo un'ora di viaggio mi ritrovo al punto di partenza...doh!
Opto allora per il taxi,anche se ogni volta per fargli capire dove portarmi ci vuole una gran fortuna:ringrazio di essere italiano perchè riesco ad unire il mio semplice inglese con la super gestualità(molto più comprensibile da loro).
Venti minuti ed eccomi arrivato nel posto giusto,grazie “lucky Budda”!
Biglietto,bus con aria condizionata e due ore di viaggio per arrivare a destinazione.
Quanto ho invidito Amstrong che mettendo il primo piede sulla luna non è stato assalito da nessun venditore del tour operator.
Nemmeno il tempo di scendere dal bus e subito vengo raggiunto da un ragazzo che mi prende per il braccio e mi guida verso il banchetto dove senza aprir bocca mi ritrovo la fattura in mano per il tour in barca del mercato:1500 bath per un'ora.
Meno male che mi hanno alleggerito il portafogli,mica di rischiare l'affondamento della barca a causa del troppo peso...
Immaginate una gondola veneziana di legno con quattro seggiolini di legno che invece del rematore che canta “santa Lucia” c'è un “pilota” di off shore che manovra un motore da duecento cavalli...
Se Colombo avesse avuto una barca simile avrebbe saltato l'America con un colpo di acceleratore e sarebbe giunto nelle Indie nel giro di pochi giorni.
Si parte,giù il gettone e come se fossi su una giostra di Gardaland inizia il giro nei canali.
Incrocio tutte queste barche colme di prodotti di tutti i generi,dal cibo ai cestelli di legno.
Ed ecco che compare il punto dolente:i souvenir.
Li trovo ovunque,sia sulle barche che nei negozietti a lato dei canali.
Vendevano anche le magliette con le foto del mercato e per fortuna non hanno toccato il fondo con la linea “i love the floating market”.
Io avrei optato per la scritta “io sono tirchio e non mi interessa nulla” per poter osservare tutto in relax e fare le mie benedette foto.
Ad un certo punto sulla rotta del ritorno la signora al timone,con il suo sguardo materno,ha visto il mio sguardo affascinato e curioso da bambino mi invita a mettermi alla guida della gondola...mi si sono accesi gli occhi.
Dopo due informazioni mi lascia alla guida e si accomoda in poppa lasciandomi solo.
Io giro tutto fiero,divertito e riesco anche ad ottenere gli applausi dai bambini che giocano sul fiume.
Mentre piloto quel mezzo natante,vedo davanti a me questa signora seduta e mi viene in mente la figura di mia madre,come se fossimo io e lei.
Questa scena mi è rimasta impressa per tutta la giornata.
Domani dopo una settimana di “della di isolamento” mi trasferirò in una camera doppia in attesa dell'arrivo di Omar da Sydney.
Finalmente avrò acqua calda,aria condizionata e soprattutto la corrente elettrica per poter ricaricare tutte le batterie prima della partenza.
Direzione nord Thailandia.
Speriamo solo di non ritrovarci nel mezzo di un temporale monsonico.
“La vita è quello che succede mentre stai facendo altri progetti”
E l'impresa risulta più difficile del previsto.
Ammettendo che non sono un tipo mattiniero,a metà mattina mi avvio alla ricerca della stazione sud dei bus.
Seguo le indicazione dell'information office e prendo la linea tre alla ricerca della stazione...e come al solito dopo un'ora di viaggio mi ritrovo al punto di partenza...doh!
Opto allora per il taxi,anche se ogni volta per fargli capire dove portarmi ci vuole una gran fortuna:ringrazio di essere italiano perchè riesco ad unire il mio semplice inglese con la super gestualità(molto più comprensibile da loro).
Venti minuti ed eccomi arrivato nel posto giusto,grazie “lucky Budda”!
Biglietto,bus con aria condizionata e due ore di viaggio per arrivare a destinazione.
Quanto ho invidito Amstrong che mettendo il primo piede sulla luna non è stato assalito da nessun venditore del tour operator.
Nemmeno il tempo di scendere dal bus e subito vengo raggiunto da un ragazzo che mi prende per il braccio e mi guida verso il banchetto dove senza aprir bocca mi ritrovo la fattura in mano per il tour in barca del mercato:1500 bath per un'ora.
Meno male che mi hanno alleggerito il portafogli,mica di rischiare l'affondamento della barca a causa del troppo peso...
Immaginate una gondola veneziana di legno con quattro seggiolini di legno che invece del rematore che canta “santa Lucia” c'è un “pilota” di off shore che manovra un motore da duecento cavalli...
Se Colombo avesse avuto una barca simile avrebbe saltato l'America con un colpo di acceleratore e sarebbe giunto nelle Indie nel giro di pochi giorni.
Si parte,giù il gettone e come se fossi su una giostra di Gardaland inizia il giro nei canali.
Incrocio tutte queste barche colme di prodotti di tutti i generi,dal cibo ai cestelli di legno.
Ed ecco che compare il punto dolente:i souvenir.
Li trovo ovunque,sia sulle barche che nei negozietti a lato dei canali.
Vendevano anche le magliette con le foto del mercato e per fortuna non hanno toccato il fondo con la linea “i love the floating market”.
Io avrei optato per la scritta “io sono tirchio e non mi interessa nulla” per poter osservare tutto in relax e fare le mie benedette foto.
Ad un certo punto sulla rotta del ritorno la signora al timone,con il suo sguardo materno,ha visto il mio sguardo affascinato e curioso da bambino mi invita a mettermi alla guida della gondola...mi si sono accesi gli occhi.
Dopo due informazioni mi lascia alla guida e si accomoda in poppa lasciandomi solo.
Io giro tutto fiero,divertito e riesco anche ad ottenere gli applausi dai bambini che giocano sul fiume.
Mentre piloto quel mezzo natante,vedo davanti a me questa signora seduta e mi viene in mente la figura di mia madre,come se fossimo io e lei.
Questa scena mi è rimasta impressa per tutta la giornata.
Domani dopo una settimana di “della di isolamento” mi trasferirò in una camera doppia in attesa dell'arrivo di Omar da Sydney.
Finalmente avrò acqua calda,aria condizionata e soprattutto la corrente elettrica per poter ricaricare tutte le batterie prima della partenza.
Direzione nord Thailandia.
Speriamo solo di non ritrovarci nel mezzo di un temporale monsonico.
“La vita è quello che succede mentre stai facendo altri progetti”
donne senza gonne,ma con i pantaloncini
Incontro persone che come me viaggiano in un luogo “oscuro” in solitaria,che siano essi uomini o donne.
Vedo queste bellissime ragazze che invece di darsi al trucco e alla shopping folle,si mettono uno zaino in spalla,un paio di pantaloni comodi,delle infradito di cuoio e via a macinare chilometri in questo Paese non proprio simile all'Australia.
Il mio pensiero si focalizza sul sesso femminile.
Queste donne con carattere,con la voglia di avventura e senza timore di viaggiare in questi luoghi non sempre così accoglienti.
Ricordo l'incontro di una ragazza francese che dopo aver divorziato dalla sua vita,si è lanciata nel giro del mondo:ha noleggiato una macchina nel sud America passando per Brasile,Cile,Paraguai,Messico,poi il volo per il sud Africa e a seguire l'Australia,la Nuova Zelanda,L'india e l'Asia...ed il tutto da sola!
Ammiro queste ragazze,ammiro il loro coraggio,la voglia di sfida,il non “appendersi” ad una borsetta e ad un tacco del dodici,ma ad un backpack da venti kg sulla schiena,uno zainetto sul davanti e via all'improvvisazione...
Io tifo per voi!!!!
Vedo queste bellissime ragazze che invece di darsi al trucco e alla shopping folle,si mettono uno zaino in spalla,un paio di pantaloni comodi,delle infradito di cuoio e via a macinare chilometri in questo Paese non proprio simile all'Australia.
Il mio pensiero si focalizza sul sesso femminile.
Queste donne con carattere,con la voglia di avventura e senza timore di viaggiare in questi luoghi non sempre così accoglienti.
Ricordo l'incontro di una ragazza francese che dopo aver divorziato dalla sua vita,si è lanciata nel giro del mondo:ha noleggiato una macchina nel sud America passando per Brasile,Cile,Paraguai,Messico,poi il volo per il sud Africa e a seguire l'Australia,la Nuova Zelanda,L'india e l'Asia...ed il tutto da sola!
Ammiro queste ragazze,ammiro il loro coraggio,la voglia di sfida,il non “appendersi” ad una borsetta e ad un tacco del dodici,ma ad un backpack da venti kg sulla schiena,uno zainetto sul davanti e via all'improvvisazione...
Io tifo per voi!!!!
martedì 27 ottobre 2009
gira e rigira si arriva sempre nello stesso posto
Sveglia e caffè,barba e bidè...
Forse meglio togliere il bidè non facendone parte della mia vita quotidiana da un anno a questa parte.
Giornata passata alla ricerca del prezzo più basso per una lente della macchina fotografica in un centro commerciale che in confronto il labirinto del minotauro è un gioco under dodici.
Immaginatevi un centro commerciale italiano e moltiplicatelo per 10,100,1000...praticamente sei piani edificio dove per ognuno si trovano centinaia di negozietti non più grandi di un paio di metri quadri...da impazzire soprattutto perchè ad ogni piano viene venduta lo stesso tipo di merce.
Dopo un paio d'ore girando su e giù per le scale mobili,mi accorgo di un piccolo particolare che in questa situazione risulta essenziale per l'impresa:la mancanza di panchine o luoghi in cui sedersi e riposarsi!!!
L'inerzia assale le mie gambe ormai stanche,ma la mente non recependo bene il messaggio decide di mettersi alla ricerca della stazione dei bus alla ricerca di qualche informazione per il viaggio.
Indovinate?Una grande caccia al tesoro,quasi un safari.
Innanzitutto bisogna sapere che nella grande città di Bangkok con i suoi 7 milioni di abitanti ci sono 3 differenti stazioni a seconda del tragitto da percorrere:una per il nord,una per il sud e una per l'est.
Ed ognuna di esse è collocata nell'angolo più esterno della città...
Forse le mie pretese che tutto abbia un'organizzazione sono troppo elevate per i canoni asiatici.
Almeno avessi trovato un persona che parlasse due parole d'inglese che potesse aiutarmi...tutto tempo e fiato sprecato.
Optiamo per il piano B:il TRENO!!!!
E dove si trova la stazione centrale dei treni?Dalla parte opposta di quella dei bus.
Hey Lucky Buddha,te la sei presa perchè non ho comprato l'abito?
Mi sono abituato troppo a casa Australia.
Però la dea della fortuna si è accorta di me e sono riuscito a trovare tutte le info che cercavo.
Tempo impiegato per trovare una soluzione:mezza giornata.
In compenso ho visitato anche la parte della città economicamente perbene caratterizzata da palazzi di recente costruzione e casette ben tenute con giardino.
La visita al mercato galleggiante la rinvio a domani tempo permettendo.
In compenso ho scoperto che con pochi centesimi si viaggia con i trasporti pubblici,basta solo riuscire a capire gli orari (sempre che esistono) e soprattutto il tragitto.
A domani,un nuovo giorno.
“Sai quando mi sono innamorata di te?
Quando sono uscita dalla doccia ed ho trovato i miei vestiti piegati...”
Forse meglio togliere il bidè non facendone parte della mia vita quotidiana da un anno a questa parte.
Giornata passata alla ricerca del prezzo più basso per una lente della macchina fotografica in un centro commerciale che in confronto il labirinto del minotauro è un gioco under dodici.
Immaginatevi un centro commerciale italiano e moltiplicatelo per 10,100,1000...praticamente sei piani edificio dove per ognuno si trovano centinaia di negozietti non più grandi di un paio di metri quadri...da impazzire soprattutto perchè ad ogni piano viene venduta lo stesso tipo di merce.
Dopo un paio d'ore girando su e giù per le scale mobili,mi accorgo di un piccolo particolare che in questa situazione risulta essenziale per l'impresa:la mancanza di panchine o luoghi in cui sedersi e riposarsi!!!
L'inerzia assale le mie gambe ormai stanche,ma la mente non recependo bene il messaggio decide di mettersi alla ricerca della stazione dei bus alla ricerca di qualche informazione per il viaggio.
Indovinate?Una grande caccia al tesoro,quasi un safari.
Innanzitutto bisogna sapere che nella grande città di Bangkok con i suoi 7 milioni di abitanti ci sono 3 differenti stazioni a seconda del tragitto da percorrere:una per il nord,una per il sud e una per l'est.
Ed ognuna di esse è collocata nell'angolo più esterno della città...
Forse le mie pretese che tutto abbia un'organizzazione sono troppo elevate per i canoni asiatici.
Almeno avessi trovato un persona che parlasse due parole d'inglese che potesse aiutarmi...tutto tempo e fiato sprecato.
Optiamo per il piano B:il TRENO!!!!
E dove si trova la stazione centrale dei treni?Dalla parte opposta di quella dei bus.
Hey Lucky Buddha,te la sei presa perchè non ho comprato l'abito?
Mi sono abituato troppo a casa Australia.
Però la dea della fortuna si è accorta di me e sono riuscito a trovare tutte le info che cercavo.
Tempo impiegato per trovare una soluzione:mezza giornata.
In compenso ho visitato anche la parte della città economicamente perbene caratterizzata da palazzi di recente costruzione e casette ben tenute con giardino.
La visita al mercato galleggiante la rinvio a domani tempo permettendo.
In compenso ho scoperto che con pochi centesimi si viaggia con i trasporti pubblici,basta solo riuscire a capire gli orari (sempre che esistono) e soprattutto il tragitto.
A domani,un nuovo giorno.
“Sai quando mi sono innamorata di te?
Quando sono uscita dalla doccia ed ho trovato i miei vestiti piegati...”
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